Chi siamo

Venerdì 6 Novembre 2009. Una data importante… storica….. epocale:. tra una coppa (ehm.. bicchiere di plastica per l’esattezza…) di Champagne e una fetta di Panettone è stato firmato l’Atto Costitutivo della BANCA DEL TEMPO di Carnate!! Ragazzi, mo c’è da rimboccarsi le maniche!!

Consiglio Direttivo:
Lucia Riva – Presidente
Luisa Bianchi – Tesoriere
Maurizio Riva – Segretario
Massimo Galmacci – Vicepresidente
Nicoletta Consonni

La Banca del Tempo di Carnate è operativa dal 2010. E’ un’associazione apolitica senza scopo di lucro, votata alla ricostruzione del tessuto sociale a partire dal recupero delle relazioni interpersonali e dalla valorizzazione delle realtà già presenti e attive sul territorio. L’attività principale è quella dello scambio del tempo tra i soci. Non circola denaro: il tempo è la nostra “moneta”, così ogni prestazione ha pari dignità a prescindere dal suo valore economico. A questa affianchiamo varie attività ludiche e culturali per favorire l’aggregazione tra i membri.

Attraverso la Banca del Tempo ci si scambia di tutto in termini di conoscenze, competenze, abilità, tempo e beni: non esiste una lista di cose prestabilita, sono gli utenti stessi ad arricchirla delle più svariate voci a seconda dei bisogni e delle idee che di volta in volta emergono. Attribuire un “valore di legame” alla capacità di offrire beni e servizi, così che il legame diventi più importante del bene stesso, ci pare un buon punto di partenza per capire il valore che la Banca del Tempo può assumere all’interno della società .

 

 

BdT… perchè?

perchè sono è attraverso l’incontro e e lo scambio che si costruisce il tessuto sociale:

“La società non è una semplice somma di individui; al contrario, il sistema formato dalla loro associazione rappresenta una realtà specifica dotata di caratteri propri. Indubbiamente nulla di collettivo può prodursi se non sono date le coscienze particolari: ma questa condizione necessaria non è sufficiente. Occorre pure che queste coscienze siano associate e combinate in una certa maniera; da questa combinazione risulta la vita sociale, e di conseguenza è questa che la spiega. Aggregandosi, penetrandosi, fondendosi, le anime individuali danno vita ad un essere (psichico, se vogliamo) che però costituisce un’individualità psichica di nuovo genere”.
(Durkheim, Le regole del metodo sociologico, V, p. 102)

…perchè non è immaginandosi una società migliore che questa magicamente appare: occorre che ogni singolo si adoperi per realizzarla offrendo quello che è in grado di dare.

“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi “
(Marcel Proust)

Perchè la Banca del Tempo può svolgere un ruolo interessante all’interno della società?

In una società caratterizzata dall’isolamento degli individui e dalla cultura dell’autosufficienza, l’ostacolo più difficile da abbattere nel tentativo di promuovere un’iniziativa come la Banca del Tempo è portare la gente ad ammettere di aver bisogno e provare a chiedere. Se è vero che nulla è più inutile di una risposta ad una domanda che non si è posta, allo stesso modo non avrebbe senso una Banca del Tempo laddove i suoi utenti non avessero nulla da chiedere e nulla da offrire. In questo senso la Banca del Tempo rieduca a non temere di mostrarsi bisognosi e capaci di affidarsi ad altri. Ad altri però che hanno un nome e un volto, persone che grazie allo scambio a cui partecipano danno vita ad un rapporto che attribuisce un prezioso valore aggiunto a quel gesto.

La cosa più sorprendente che emerge dall’analisi dei “bilanci” delle Banca del Tempo è che “l’esperienza dimostra che non si crea accumulazione; ciò che i soci danno e ricevono tende a rimanere in equilibrio proprio perché nelle relazioni sociali c’è un’esigenza di equilibrio che impedisce di approfittare della disponibilità reciproca tra le persone che si conoscono” (Colombo, 1997, 66). Non crediamo che la Banca del Tempo possa essere una risposta universale a quelle dinamiche, ormai tanto radicate nella nostra società, che hanno portato all’emergere della triste figura dell’homo aeconomicus, ma questo tentativo di andare controcorrente, in presenza di condizioni favorevoli e in realtà circoscritte, ha già dato prova di  poter agire in modo estremamente positivo a favore di un recupero dei rapporti interpersonali all’interno della comunità. Ed è proprio a partire da quelli che va ricostruito il senso di appartenenza che si è perso nella società contemporanea, dove il modello imposto dalla legge di mercato ha mutato il nostro modo di rapportarci in tutte le sfere del sociale, favorendo sempre più un un tipo di relazioni anonime e strumentali.

Attribuire un “valore di legame” alla capacità di offrire beni e servizi, così che il legame diventi più importante del bene stesso, ci pare un buon punto di partenza per capire il valore che può assumere all’interno della società un progetto come la Banca del Tempo.

Perchè la Banca del Tempo a Carnate?

Ci siamo sempre lamentati del nostro paese. Poi ci siamo guardati intorno, e abbiamo visto che tutti si lamentavano del proprio. Allora ci siamo resi conto che lamentarsi non serve a molto. Ci siamo accorti che era inutile immaginare che ci sia un utopico “altrove” molto più bello di qui, perchè è qui che viviamo, e probabilmenteun altrove senza problemi non esiste.

Così abbiamo deciso di cambiare occhiali: al posto di vedere il paese che c’era, abbiamo visto quello che ci sarebbe potuto essere e abbiamo deciso di iniziare a realizzarlo. E la cosa più curiosa è stato scoprire che per cambiare basta decidere di farlo. Ma soli non si può.. bisogna provarci insieme.

Siamo i membri della nascente Banca del Tempo di Carnate, un’associazione apolitica senza scopo di lucro, votata alla ricostruzione del tessuto sociale a partire dal recupero delle relazioni interpersonali e dalla valorizzazione delle realtà già presenti e attive sul territorio.

Socrate disse: “Chi vuol muovere il mondo prima muova se stesso”. Tutti hanno bisogno di qualcosa e sono in grado di dare qualcosa. Ti aspettiamo.

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